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Mostra di Arte&Scienza

Il Mare inizia in città

Il Mare inizia in città è un percorso di Arte&Scienza nato dall’urgenza di raccontare una delle emergenze ambientali più gravi, ma spesso invisibile: la presenza dei rifiuti, soprattutto plastici, nel Mare.

Comprendere le conseguenze di questo fenomeno significa guardare oltre la superficie: i rifiuti compromettono ecosistemi, habitat, specie animali e vegetali, arrivando fino alla nostra salute, ultimo anello di una catena ormai contaminata.

Per capire il problema bisogna risalire alla sua origine, che nasce sulla terraferma, nelle nostre abitudini quotidiane e nei modelli di produzione e consumo basati sull’usa e getta. Ogni giorno una parte dei rifiuti che produciamo finisce in Mare, trasportata da fiumi, vento o condotte urbane, segno tangibile di una responsabilità collettiva.

In questo senso, il Mare inizia davvero in città: dalle strade, dai tombini e dagli scarichi in cui finiscono mozziconi, plastiche e loro frammenti invisibili che i depuratori non riescono a trattenere. Il tombino diventa così il simbolo di un confine, oltre il quale c’è il Mare, con la sua bellezza e biodiversità, da proteggere ogni giorno attraverso le nostre scelte.

Le opere di questa mostra sono frutto della creatività di tre giovani artisti e artiste che hanno realizzato sette tavole dedicate alle possibili “destinazioni” dei rifiuti: dalla spiaggia al Mare aperto, dai fondali alle praterie marine, fino ai luoghi più remoti raggiunti dalle correnti. A queste si sono aggiunte delle installazioni realizzate dall’artista Elisabetta Milan e collocate in diverse zone della città di Trieste.

Sono opere colorate e coinvolgenti, che affrontano un tema urgente con leggerezza e ironia: perché se la scienza parla alla ragione, l’arte può toccare il cuore e ricordarci che ogni nostra azione, anche in città, lascia un segno che arriva fino al Mare.

Artisti

Laura Galeazzo

Nasce a Brindisi nel 1989. Dopo essersi diplomata presso il liceo artistico C. Levi di Matera, si trasferisce a Milano per studiare design della moda al Politecnico. Ma l’amore per l’illustrazione è troppo forte e, dopo una breve esperienza nel settore, torna sui suoi passi come illustratrice freelance, senza dimenticare il passato; ama infatti disegnare pattern per tessuti e con la sorella gestisce The Llamas, un piccolo brand artigianale di abbigliamento illustrato. Ha realizzato illustrazioni collaborando con piccole e grandi aziende (Conad, Elior), riviste scientifiche (Historical Biology – An International Journal of Paleobiology, Trends in Microbiology), gruppi di ricerca ed enti statali. Le piacciono gli animali grassottelli, la pizza e le ceramiche sorridenti, e tutto questo diventa spesso materiale d’ispirazione.

Bernardino Not

In arte “BERNI”, nasce il 2 giugno 1994 a Trieste. Fin dalla giovane età coltiva una passione smisurata per l’arte del fumetto e tutto ciò che circonda il mondo del disegno. I primi disegni sono pubblicati sul giornalino scolastico “5+” del liceo scientifico Oberdan, dove si diploma per poi proseguire gli studi nella facoltà di architettura, senza mai abbandonare la sua vera passione. Dopo varie copertine di alcuni libri per una casa editrice locale, esordisce come autore nel 2020 con il racconto illustrato “La Leggenda della Bora”. Nel 2021 inizia a collaborare con il centro di ricerca ICGEB all’interno del progetto “CURIOSA” (vincitore del EU Health Award 2021) per la creazione di grafiche ed un fumetto usato come strategia comunicativa ideale per approfondire e sensibilizzare giovani e adulti su tematiche legate alla prevenzione. Nel frattempo porta avanti con passione il suo progetto indipendente di disegno e serigrafia “berni.not.art”.

Nicole Pillepich

Credo non esista una parola giusta per definirmi: sono naturalista, ecologa, sognatrice e un po’ artista. Disegno da quando ho memoria e ammiro il mondo con occhio scientifico e una punta di meraviglia. Mi emoziono nel capire come funziona ciò che mi circonda e faccio di tutto per continuare a imparare. Il mio è stato un percorso non convenzionale: mi sono diplomata all’Istituto d’arte e poi ho cambiato rotta studiando Scienze Naturali ed Ecologia all’Università. È stata una scelta tosta e le difficoltà erano all’ordine del giorno ma oggi posso dire di aver raggiunto un piccolo grande traguardo. 
Grazie ad una buona dose di perseveranza e ad un pizzico di testardaggine ho l’onore di scrivere, disegnare e parlare di ciò che amo: biologia, ambiente, natura e curiosità. Ah, quasi dimenticavo: amo i tramonti, preparare crostate e tutto ciò che profuma di cannella.

Elisabetta Milan
Elisabetta Milan cresce nel laboratorio d’arte del padre Roberto, fondato dal nonno Pietro nel 1928 e si forma come storica dell’arte e restauratrice laureandosi a Udine e a Venezia.
Artista poliedrica trova la sua cifra distintiva nella rappresentazione dell’oceano, di giardini e di fondali marini per sensibilizzare l’uomo al rispetto del mare.
Alterna il suo lavoro di guida d’arte tra il Friuli Venezia Giulia e la città di Venezia con la manualità e la creatività che ha sperimentato fin da piccola, utilizzando nelle sue opere dorature, patine, pigmenti, pietre, sabbie e resine che creano interessanti effetti contrastanti e materici.
Dal 2015 ha avviato il suo laboratorio di pittura, collaborando con cantieri navali, importanti società armatrici ( Fincantieri, MSC, Carnival), sulle cui navi sono esposte le sue opere e con gallerie d’arte negli Usa ( Florida -Texas), i suoi lavori artistici sono stati ospitati da numerosi musei, comuni, enti pubblici e privati. 
Elisabetta, legata intrinsecamente al suo elemento rappresentato dall’acqua, nel 2019 diventa guida snorkeling del WWF Area Marina Protetta di Miramare (Trieste), unendo arte e scienza nel 2020 fonda il progetto Plastic-ocene per informare, divulgare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza che il mare riveste per la vita dell’uomo.
L’arte, il mare e la vita si identificano in tutt’uno, diventando una vocazione che permette di trasmettere un importante messaggio sociale di salvaguardia, di cambiamento e di positività.
Realizza grandi installazioni artistiche, progetti di divulgazione, opere d’arte e mostre recuperando e decontestualizzando materiali trovati in mare, sulle coste e non solo… collaborando con importanti Istituzioni scientifiche (WWF AMP Miramare di Trieste, OGS, Marevivo, Bioparco di Roma, Musei di Storia Naturale).
La medusa diventa simbolo di un mare che sta cambiando, infatti rappresenta la vera specie aliena: la plastica. Questa può essere usata in modo intelligente secondo la filosofia delle 5 R: riusa, riduci, ricicla, raccogli, recupera; applicabile anche alla salvaguardia dell’acqua.
Fincantieri, azienda leader nel settore navale con cui già collabora da tempo, nel 2023 ha scelto di sostenere il suo impegno per la salvaguardia marina dedicandole l’agenda cartacea.

Dentro e fuori dall'acqua
L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico

Dentro e fuori dall’acqua – L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico è una mostra fotografica-divulgativa dedicata all’ambiente di marea: un luogo di confine dove la terra incontra il mare e la vita si adatta al ritmo delle maree. Un ecosistema unico e ricco di biodiversità, che è osservabile soprattutto nell’Alto Adriatico, area in cui si concentrano le maggiori differenze mareali del Mediterraneo e dove è stato sviluppato questo progetto.

In questa mostra si alternano immagini e parole: fotografie, curiosità e aneddoti nati dallo studio di pubblicazioni scientifiche, dai dialoghi con ricercatori e dalle osservazioni sul campo. Tra le varie curiosità, si può comprendere come alcuni organismi marini abbiano colonizzato la terraferma, quali adattamenti evolutivi permettano loro di sopravvivere in un ambiente così mutevole e cosa potrà accadere in futuro a causa del cambiamento climatico.

Questo progetto nasce dalla curiosità di Lorenzo Peter Castelletto di comprendere un mondo frequentato da tutti ma conosciuto da nessuno, e dal desiderio di renderlo accessibile non solo a scienziati e studiosi, ma anche a chi ama la natura e vuole conoscere meglio i luoghi che abitiamo e condividiamo.

Le quasi 100 fotografie che compongono la mostra sono frutto di ricerche, studio, domande e incontri fortuiti. Immagini pensate, cercate e a volte nate per caso, che raccontano la bellezza e la complessità di questo habitat. Immagini raccolte sia sott’acqua che fuori dall’acqua, sia di notte che di giorno, per poter raccontare a 360 gradi questo incredibile mondo.

Dentro e fuori dall’acqua è anche un progetto più ampio di divulgazione. Oltre ad essere una mostra fotografica itinerante, è anche un libro, un archivio online di immagini a supporto della ricerca, un insieme di laboratori per studenti e attività pensate per i social network. Un invito a osservare con occhi nuovi l’ambiente di marea, a scoprirne la vita nascosta.